venerdì 20 novembre 2009

AMI AMA DRE


Banco del Mutuo Soccorso - R.I.P.



Madre ti cerco nei miei ricordi,
madre che accechi i miei dolori,
madre che rievochi i miei pensieri,
resta con la mia mente, vicina
allo sguardo del tuo vuoto, serena
nella tua morte disumana, lontana
dal triste ritmo della vita.
Ascolta.

Mamma accarezzami ancora il capo mite
e strillami le tue antiche preghiere
in questo Vecchio giorno di novembre.
Mi resta solo la tua esuberanza,
la tua giocosa apparenza, il tuo calore materno,
i tuoi occhi infiammati di cielo infinito,
le tue carezze eterne, il tuo dolore...
il tuo amore.
Ascolta.



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Requiescat in pace.

giovedì 19 novembre 2009

LA CERTEZZA DI UN SORRISO*



Non posso non guardare
i tuoi occhi che mi fissano,
gridano aiuto, stai malissimo.
Non posso non vedere
il tuo mancato sorriso
nella mia coscienza,
tu, che ne stai senza.
Non posso ingannarti
non devo far finta,
tu hai bisogno della mia forza
della mia spinta,
del mio aiuto, franco.
Tu, così forte, ma stanco
tu, triste e abbandonato
tu, solo... senza niente,
senza più preziose lacrime
da piangere perché l’acqua ti manca.

Nei tuoi occhi sale l’urlo antico
di una Madre affranta
derisa dai suoi stessi figli, tanti,
sparsi nel Mondo come conigli
e uccisi senza vergogna
da infami governi
di uomini infanti...
stessi figli, ma vermi!
Dove tutto già muore,
voi... distruggete villaggi,
ponti. Basta infermi!
Basta mine... costruiamo fiducia,
doniamo, doniamo amore,
doniamo sorrisi,
pozzi... speranza
in abbondanza.


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TU. PER FARLI SORRIDERE TUTTI! **


* La certezza di un sorriso
Slogan che io e altri miei collaboratori progettammo a favore dell'Unicef. (Leaflet, vetrofanie e cartoline natalizie presenti negli uffici postali e banche)
** TU. Per farli sorridere tutti!
Head della campagna pubblicitaria nazionale Unicef Italia (Mailing, radio, affissioni, dinamica, quotidiani e periodici)


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Aiutiamo i bambini di tutto il mondo a crescere in salute e dignità, difendiamo i diritti dei bambini e delle madri, creiamo un mondo più a misura di bambino”.

Il Comitato Italiano per l'UNICEF - Onlus (UNICEF Italia) è la voce dell'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) in Italia. L'UNICEF è l'agenzia dell'ONU con il mandato di tutelare e promuovere i diritti delle bambine e dei bambini (0-18 anni) in tutto il mondo, nonché di contribuire al miglioramento delle loro condizioni di vita.

Oggi, 20° anniversario della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1989, l'UNICEF lancia un rapporto speciale sulla condizione dell'infanzia nel mondo, che mostra l'impatto della Convenzione sui diritti e delinea le sfide che rimangono da affrontare

venerdì 13 novembre 2009

ROMA NEL CUORE



Adorata città come ti posso chiedere
di dedicarle un sogno
se non so possedere
il tuo fascino eterno
la storia, il vanto, il bisogno
di non riuscire a vederti
trasformare dallo stil moderno.

Roma... falle capire che il mio amore
deve passare in mezzo alle stelle
prendere un dardo e con furore
riscaldare il suo cuore e la pelle.

In ogni tuo anfratto
nelle piazze e tra le mura
respiro attratto
tutto il tuo potere supremo
dell’antico splendore che dura...
da Augusto, Adriano, dal Ratto,
dalla Lupa e da Romolo e Remo.

Roma... falle sentire che il mio desiderio
deve attraversare tutti i tuoi colli
prendere un ponentino e con adulterio

alzare i suoi fremiti finché non bolli.


Dalle tue colonne, da ogni fregio
in ogni scultura, nei Fori, trabocca
la magnificenza, il pregio,
la tua potenza, la memoria,
la tua legalità che riscocca
dai Triumviri, dal Legio,
dal Diritto che è diventato storia.

Roma... falle vedere che il mio ardore
deve salpare in mezzo ai tuoi flutti
prendere un’onda e con fragore
innaffiare il suo corpo e tutti i suoi frutti.

Potrò mai tacere del fasto,
dei tuoi martiri, dei tuoi Cesari
dell’impero della Chiesa così vasto;
o delle tue terme, l’Anfiteatrum,
il Pantheon creato senza pari
e dell'intatto selciato rimasto
dell’immensa Regina Viarum?

Roma... falle sapere che il mio progetto
deve scavare tutta la Terra
prendere il seme e con un getto
fecondare il giardino e la sua serra.

Caput Mundi immensamente amata
tra tutte sei magica, unica
città eterna, ... aperta e mai superata;
ridacce Salustri, Pasquino o i vecchi stornelli
infine, una vecchia supplica:
dacce fontane de vino e
... facce fa 'n’antra magnata
da ricoveracce al “Fatebenefratelli”.

Roma... falle capire che tutto il mio amore
deve sbocciare lungo le tue vie
bussare ai portoni e con batticuore
spalancare i suoi occhi a chiese, case e osterie.

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Sapiens Populus Quaerit Romam: “Un popolo sapiente ama Roma”.

mercoledì 11 novembre 2009

LACRIME CRISTI



Come cornuto il tuo ventre freme
di bella speme del bruto, mentre
con forza arguta si nutre e preme
la secca scorza dell’asciutto otre.

Improprio scroto di misto sperma
la notte germa nel vuoto: d’altro
ti scruto il gesto tristo, ma ferma
ammetti contro quel volto scaltro.

Certo il nostro tetro scontro triste
incontro al Cristo nel vetro fermo
è scorno per ogni serto miste
di fresco metro del pisto dermo.

Cresciuto cedro, rivedo bruta
ciurma del muto fiuto; l’inerme
del sacro volto nel credo e fiuta
il germe che preme il volto al verme.



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Così come è audace il verme, così è triste l’inerme.

sabato 7 novembre 2009

PROVETTA DI CARATTERE




Flebo, enteroclismi, biopsie, dialisi,
ecografie, TAC, raggi X... fai un sacco di analisi.
Diagnosi, ricoveri e terapie urgenti
vieni nella nostra clinica, siam medici potenti.

Prendi la fiala, quella marrone
mettine in testa una pozione
così che il tuo cuoio capelluto
rinasce e ricresce in uno sputo.

Infilati svelto questa supposta
subito dentro finché è tosta
se no si squaglia e ti si affloscia
colando giù fino alla coscia.


Usa medicine in confezione sterilizzata
attento alla dose ma più attento alla data.
Preparàti in blister, in tubetti e flaconi
in milligrammi, in etti o in pozioni.

Ingurgita pillole se vuoi dormire
per fartelo alzare, o per non presto venire
mandale giù con mezzo bicchiere
mattina, pranzo e tutte le sere.

Deglutisci un cucchiaio di questo sciroppo
purificherai i polmoni in uno schioppo
corrobora il fegato, asporta la tonsilla grossa
asciuga i reumatismi delle tue ossa.

Ingoia senz’acqua i nostri confetti
così calibrati, saporiti... perfetti.
Tolgon l’acidità, portan via la stitichezza
eliminano dal sedere l’antipatica brezza.


Spalma più volte la crema reidratante
per la tua pelle secca è così rinfrescante.
Togli le rughe, spiana cellulite e grinze
elimina occhiaie e borse con bisturi e pinze.

Spruzzati una lozione per farti rassodare
inietta il silicone nella labbra per trasbordare
gonfia i tuoi seni, tira su le chiappe... rifatti a pennello,
asporta gli inestetismi dal tuo cervello.


Vaccinati presto ... non aver paura
fa l'aerosol per riscaldar la freddura
sciogli nell'acqua il nuovo effervescente
cura i tuoi malanni o di te non resta niente.


Basta! Basta ricette, basta ticket e dottori
ignora il loro verbo fa crescere i tuoi malumori.
Rifiuta medicine e i miracolosi preparati
che ti propinano ste multinazionali di assatanati.

Mangia normale, bevi tranquillo
farai pipì bionda e cacca a fusillo.
Non farti prendere per scemo buttale al cesso,
vivrai più sereno... e inizierai a curare te stesso.

giovedì 5 novembre 2009

COMponiMENTO



O storna, storna solitaria
come il passero ti butti
dalla Torre nell’aria
allontanandoti dai flutti.

La luna nel pozzo
con il gozzo basso
riflette da un pezzo
l’omicidio più lasso.

Piange un figlio e una madre
la cavalla che seco porta
un povero marito, un padre
che lento ritorna alla porta.

La paura degli schioppi
uno spavento malvagio
l’uccisore porta negli occhi,
in questo lesto rincasare adagio.

Un nome non sa fare
ma un volto ha visto
tra i pioppi vicino al mare
nitrisce al nome tristo.



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Di versa mente Pascoli. Poni e scomponi. Proponi e componi. Avvalla e cavalla. Accavalla e scavalla.

domenica 1 novembre 2009

CHE FIGURA



Il mio micio molto stìchico ha preso
un tropo che faceva
un gran chiasmo; sineddoche
da tmesi ha voluto che lo aspettassi
in punta di piedi, per due volte,
nella sua stanza.

L'altra volta c'era una strofa
che aspettando il suo maiale
molto tristico, fece una novena,
per farlo ritornare con la chiave.
Ma non ci fu verso
e mollò la presa.


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Il verso al verso.

sabato 31 ottobre 2009

TRATART



E divento ogni giorno me stesso
e rinasco in perfetto accordo
con la mia evoluzione
lungo la spirale della Conseguenza
fino alla completa liberazione
dell’Esistenza.




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“Colui che vince lo farò una colonna nel tempio del mio Dio ed egli non ne uscirà più”.
S. Giovanni, Apocalisse.

domenica 25 ottobre 2009

NUME RETTO



Sette le note, sette i colli e le celesti sfere, da ammirare tutte le sere
da suonare all’infinito, da contare con un dito.
Sette i saggi, sette le Meraviglie, sette i peccati che ci assomiglian,
di ogni colore senza contorni, di un arcobaleno per sette giorni.

Conta i pianeti, conta gli accordi e la settimana

conta i suoni di ogni campana

conta i peccati, conta i colori e i sacramenti

ma non contare mai gli anni dei presenti.


Sei le facce del cubo, sei-sei-sei (666) contro ogni Setta e i falsi Dèi
del Creato finito il sesto giorno, del Re e della sua stella per il nuovo ritorno.
Sei gli alveari, sei le melliflue celle e l’esagramma dell’I Ching che muta ribelle
del matrimonio senza mestizia, dei pitagorici e della giustizia.

Conta il Sigillo, conta le Squadre e i Compassi
ma non contare sui semi sotto i sassi;

conta i Profeti, conta gli assatanati e i Mutamenti
usa la KaBaLa e i suoi procedimenti.

Cinque le dita, cinque i sensi, più se li conti più se ci pensi;
più del Pentagono più della Stella, più del pentagramma, più della iella.
Cinque i Libri sacri, cinque la Terra nella quintessenza che ci sotterra
di ogni uomo i suoi prolungamenti, delle popolazioni nei grandi continenti.

Conta gli arti, conta le dita per tutti i sensi

conta le righe per i suoni immensi

conta gli Anelli Olimpici, conta le razze multicolori

diventa campione e mettiti in gioco per non vincere ori.


Quattro i semi e gli elementi da puntare con le carte e gli esperimenti;
della famiglia e dell’eterna Gaia: infanzia, gioventù, maturità e vecchiaia.
Quattro le stagioni e i punti cardinali, dei quarti di Luna per i lupimannari,
per ogni incrocio da attraversare, per ogni viaggio per i quattro mari.

Conta gli Evangelisti, conta le fasi e i venti

per toccare nuovi porti con altri adepti attenti;

conta i semi nel gioco, conta gli assi e i pilastri

usa la bussola, ma orientati con il fuoco degli astri.


Tre le Grazie e il numero perfetto, tre il triangolo e la forma del gentil sesso
tre alla partenza prima del via, tre i “mea culpa” sul petto e così sia.
Tre i Re Magi, tre i regni d’Egitto, la Trinità nel nome di Cristo;
tre i processi in ogni azione finita, leggi la Divina Commedia... è la vita.

Conta i colpi alla porta, conta le Parche e il divino

conta Giuseppe, Maria e Gesù bambino,

conta passato, presente e futuro, conta parecchio

vedere il mondo con il terzo occhio.


Due gli opposti, due i punti per retta, in ogni duello e nell’usa e getta
di ogni se stesso dentro lo specchio, del bianco del nero, del pozzo e del secchio.
Due le facce, due i sessi nell’accoppiamento e negli amplessi,
di ogni moneta lanciata nei campi, sinistra-destra, giorno-notte, entrambi.

Conta il binario, conta il duetto e il riflesso

in ogni doppio... conta il proprio «se stesso»;

conta i binomi, conta i bis e i gemelli

viva le unioni così come
i matrimoni senza gli anelli.

Tutti per Uno
... Uno per tutti, vien sempre il primo, poi belli, brutti, ...
“Essere o non essere”, “Penso, quindi Sono” unità, singolo o Mono.
Uno il perno, uno il punto... colonna del mondo senza nessun congiunto.
Una la morte, uno l’inizio e il Sole, uno il solitario e la zitella senza prole.

Conta per prima, conta il pre e il primogemito

del Nume in ogni principio sempre congenito;

conta l’asse, conta il single e chi è solo

viva tutti i numeri e VIVA IL LORO RUOLO.

mercoledì 21 ottobre 2009

L'importanza di chiamarsi Ernesto



Balla Ernesto
balla nei miei ricordi
danza perché non scordi
che quel che tu dici
mi rende felice.
Balla Ernesto
balla per i miei occhi
danza finché non tocchi
il cielo e l’infinito
ancora con un dito.

Dai Ernesto

balla senza fretta

danza per non sentirti stretto

nei miei pensieri

oggi come ieri.



Corri Ernesto
corri dalle mie manie
scappa per non far pazzie
con il mio respiro
ancora un altro giro.
Corri Ernesto
corri dove c’è un sorriso
scappa più deciso
da un mondo incerto
tu che sei esperto.

Dai Ernesto
corri senza fretta

scappa dalle idee imperfette
verso profondi pensieri

oggi come ieri.



Lotta Ernesto
lotta sotto la luna
combatti con nuova fortuna
in ogni notte coraggiosa
per vincere ogni cosa.
Lotta Ernesto
lotta per i nostri figli
combatti perché gli assomigli
il futuro che costruisci
«libertà vieni… gioisci».

Dai Ernesto
lotta più in fretta
combatti per restare in vetta

nei miei pensieri

oggi come ieri.