Madre ti cerco nei miei ricordi, madre che accechi i miei dolori, madre che rievochi i miei pensieri, resta con la mia mente, vicina allo sguardo del tuo vuoto, serena nella tua morte disumana, lontana dal triste ritmo della vita. Ascolta.
Mamma accarezzami ancora il capo mite e strillami le tue antiche preghiere in questo Vecchio giorno di novembre. Mi resta solo la tua esuberanza, la tua giocosa apparenza, il tuo calore materno, i tuoi occhi infiammati di cielo infinito, le tue carezze eterne, il tuo dolore... il tuo amore. Ascolta.
Non posso non guardare i tuoi occhi che mi fissano, gridano aiuto, stai malissimo. Non posso non vedere il tuo mancato sorriso nella mia coscienza, tu, che ne stai senza. Non posso ingannarti non devo far finta, tu hai bisogno della mia forza della mia spinta, del mio aiuto, franco. Tu, così forte, ma stanco tu, triste e abbandonato tu, solo... senza niente, senza più preziose lacrime da piangere perché l’acqua ti manca.
Nei tuoi occhi sale l’urlo antico di una Madre affranta derisa dai suoi stessi figli, tanti, sparsi nel Mondo come conigli e uccisi senza vergogna da infami governi di uomini infanti... stessi figli, ma vermi! Dove tutto già muore, voi... distruggete villaggi, ponti. Basta infermi! Basta mine... costruiamo fiducia, doniamo, doniamo amore, doniamo sorrisi, pozzi... speranza in abbondanza.
___________________ TU. PER FARLI SORRIDERE TUTTI!**
* La certezza di un sorriso Slogan che io e altri miei collaboratori progettammo a favore dell'Unicef. (Leaflet, vetrofanie e cartoline natalizie presenti negli uffici postali e banche) ** TU. Per farli sorridere tutti! Head della campagna pubblicitaria nazionale Unicef Italia (Mailing, radio, affissioni, dinamica, quotidiani e periodici)
---------- Aiutiamo i bambini di tutto il mondo a crescere in salute e dignità, difendiamo i diritti dei bambini e delle madri, creiamo un mondo più “a misura di bambino”.
Il Comitato Italiano per l'UNICEF - Onlus (UNICEF Italia) è la voce dell'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) in Italia. L'UNICEF è l'agenzia dell'ONU con il mandato di tutelare e promuovere i diritti delle bambine e dei bambini (0-18 anni) in tutto il mondo, nonché di contribuire al miglioramento delle loro condizioni di vita.
Oggi, 20° anniversario della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1989, l'UNICEF lancia un rapporto speciale sulla condizione dell'infanzia nel mondo, che mostra l'impatto della Convenzione sui diritti e delinea le sfide che rimangono da affrontare
Adorata città come ti posso chiedere di dedicarle un sogno se non so possedere il tuo fascino eterno la storia, il vanto, il bisogno di non riuscire a vederti trasformare dallo stil moderno.
Roma... falle capire che il mio amore deve passare in mezzo alle stelle prendere un dardo e con furore riscaldare il suo cuore e la pelle.
In ogni tuo anfratto nelle piazze e tra le mura
respiro attratto tutto il tuo potere supremo dell’antico splendore che dura... da Augusto, Adriano, dal Ratto, dalla Lupa e da Romolo e Remo.
Roma... falle sentire che il mio desiderio deve attraversare tutti i tuoi colli prendere un ponentino e con adulterio alzare i suoi fremiti finché non bolli.
Dalle tue colonne, da ogni fregio in ogni scultura, nei Fori, trabocca la magnificenza, il pregio, la tua potenza, la memoria, la tua legalità che riscocca dai Triumviri, dal Legio, dal Diritto che è diventato storia.
Roma... falle vedere che il mio ardore deve salpare in mezzo ai tuoi flutti prendere un’onda e con fragore innaffiare il suo corpo e tutti i suoi frutti.
Potrò mai tacere del fasto, dei tuoi martiri, dei tuoi Cesari dell’impero della Chiesa così vasto; o delle tue terme, l’Anfiteatrum, il Pantheon creato senza pari e dell'intatto selciato rimasto dell’immensa Regina Viarum?
Roma... falle sapere che il mio progetto
deve scavare tutta la Terra prendere il seme e con un getto fecondare il giardino e la sua serra.
Caput Mundi immensamente amata
tra tutte sei magica, unica città eterna, ... aperta e mai superata; ridacce Salustri, Pasquino o i vecchi stornelli infine, una vecchia supplica: dacce fontane de vino e... facce fa 'n’antra magnata da ricoveracce al “Fatebenefratelli”.
Roma... falle capire che tutto il mio amore deve sbocciare lungo le tue vie bussare ai portoni e con batticuore spalancare i suoi occhi a chiese, case e osterie.
Flebo, enteroclismi, biopsie, dialisi, ecografie, TAC, raggi X... fai un sacco di analisi. Diagnosi, ricoveri e terapie urgenti vieni nella nostra clinica, siam medici potenti.
Prendi la fiala, quella marrone mettine in testa una pozione così che il tuo cuoio capelluto rinasce e ricresce in uno sputo.
Infilati svelto questa supposta subito dentro finché è tosta se no si squaglia e ti si affloscia colando giù fino alla coscia.
Usa medicine in confezione sterilizzata attento alla dose ma più attento alla data. Preparàti in blister, in tubetti e flaconi in milligrammi, in etti o in pozioni.
Ingurgita pillole se vuoi dormire per fartelo alzare, o per non presto venire mandale giù con mezzo bicchiere mattina, pranzo e tutte le sere.
Deglutisci un cucchiaio di questo sciroppo purificherai i polmoni in uno schioppo corrobora il fegato, asporta la tonsilla grossa asciuga i reumatismi delle tue ossa.
Ingoia senz’acqua i nostri confetti così calibrati, saporiti... perfetti. Tolgon l’acidità, portan via la stitichezza eliminano dal sedere l’antipatica brezza.
Spalma più volte la crema reidratante per la tua pelle secca è così rinfrescante. Togli le rughe, spiana cellulite e grinze elimina occhiaie e borse con bisturi e pinze.
Spruzzati una lozione per farti rassodare inietta il silicone nella labbra per trasbordare gonfia i tuoi seni, tira su le chiappe... rifatti a pennello, asporta gli inestetismi dal tuo cervello.
Vaccinati presto ... non aver paura fa l'aerosol per riscaldar la freddura sciogli nell'acqua il nuovo effervescente cura i tuoi malanni o di te non resta niente.
Basta! Basta ricette, basta ticket e dottori ignora il loro verbo fa crescere i tuoi malumori. Rifiuta medicine e i miracolosi preparati che ti propinano ste multinazionali di assatanati.
Mangia normale, bevi tranquillo farai pipì bionda e cacca a fusillo. Non farti prendere per scemo buttale al cesso, vivrai più sereno... e inizierai a curare te stesso.
Il mio micio molto stìchico ha preso un tropo che faceva un gran chiasmo; sineddoche da tmesi ha voluto che lo aspettassi in punta di piedi, per due volte, nella sua stanza.
L'altra volta c'era una strofa che aspettando il suo maiale molto tristico, fece una novena, per farlo ritornare con la chiave. Ma non ci fu verso e mollò la presa.
E divento ogni giorno me stesso e rinasco in perfetto accordo con la mia evoluzione lungo la spirale della Conseguenza fino alla completa liberazione dell’Esistenza.
_________ “Colui che vince lo farò una colonna nel tempio del mio Dio ed egli non ne uscirà più”. S. Giovanni, Apocalisse.
Sette le note, sette i colli e le celesti sfere, da ammirare tutte le sere da suonare all’infinito, da contare con un dito. Sette i saggi, sette le Meraviglie, sette i peccati che ci assomiglian, di ogni colore senza contorni, di un arcobaleno per sette giorni.
Conta i pianeti, conta gli accordi e la settimana conta i suoni di ogni campana conta i peccati, conta i colori e i sacramenti ma non contare mai gli anni dei presenti.
Sei le facce del cubo, sei-sei-sei (666) contro ogni Setta e i falsi Dèi del Creato finito il sesto giorno, del Re e della sua stella per il nuovo ritorno. Sei gli alveari, sei le melliflue celle e l’esagramma dell’I Ching che muta ribelle del matrimonio senza mestizia, dei pitagorici e della giustizia.
Conta il Sigillo, conta le Squadre e i Compassi ma non contare sui semi sotto i sassi; conta i Profeti, conta gli assatanati e i Mutamenti usa la KaBaLa e i suoi procedimenti.
Cinque le dita, cinque i sensi, più se li conti più se ci pensi; più del Pentagono più della Stella, più del pentagramma, più della iella. Cinque i Libri sacri, cinque la Terra nella quintessenza che ci sotterra di ogni uomo i suoi prolungamenti, delle popolazioni nei grandi continenti.
Conta gli arti, conta le dita per tutti i sensi conta le righe per i suoni immensi conta gli Anelli Olimpici, conta le razze multicolori diventa campione e mettiti in gioco per non vincere ori.
Quattro i semi e gli elementi da puntare con le carte e gli esperimenti; della famiglia e dell’eterna Gaia: infanzia, gioventù, maturità e vecchiaia. Quattro le stagioni e i punti cardinali, dei quarti di Luna per i lupimannari, per ogni incrocio da attraversare, per ogni viaggio per i quattro mari.
Conta gli Evangelisti, conta le fasi e i venti per toccare nuovi porti con altri adepti attenti; conta i semi nel gioco, conta gli assi e i pilastri usa la bussola, ma orientati con il fuoco degli astri.
Tre le Grazie e il numero perfetto, tre il triangolo e la forma del gentil sesso tre alla partenza prima del via, tre i “mea culpa” sul petto e così sia. Tre i Re Magi, tre i regni d’Egitto, la Trinità nel nome di Cristo; tre i processi in ogni azione finita, leggi la Divina Commedia... è la vita.
Conta i colpi alla porta, conta le Parche e il divino conta Giuseppe, Maria e Gesù bambino, conta passato, presente e futuro, conta parecchio vedere il mondo con il terzo occhio.
Due gli opposti, due i punti per retta, in ogni duello e nell’usa e getta di ogni se stesso dentro lo specchio, del bianco del nero, del pozzo e del secchio. Due le facce, due i sessi nell’accoppiamento e negli amplessi, di ogni moneta lanciata nei campi, sinistra-destra, giorno-notte, entrambi.
Conta il binario, conta il duetto e il riflesso in ogni doppio... conta il proprio «se stesso»; conta i binomi, conta i bis e i gemelli viva le unioni così comei matrimoni senza gli anelli.
Tutti per Uno ... Uno per tutti, vien sempre il primo, poi belli, brutti, ... “Essere o non essere”, “Penso, quindi Sono” unità, singolo o Mono. Uno il perno, uno il punto... colonna del mondo senza nessun congiunto. Una la morte, uno l’inizio e il Sole, uno il solitario e la zitella senza prole.
Conta per prima, conta il pre e il primogemito del Nume in ogni principio sempre congenito; conta l’asse, conta il single e chi è solo viva tutti i numeri e VIVA IL LORO RUOLO.
Balla Ernesto balla nei miei ricordi danza perché non scordi che quel che tu dici mi rende felice. Balla Ernesto balla per i miei occhi danza finché non tocchi il cielo e l’infinito ancora con un dito.
Dai Ernesto balla senza fretta danza per non sentirti stretto nei miei pensieri oggi come ieri.
Corri Ernesto corri dalle mie manie scappa per non far pazzie con il mio respiro ancora un altro giro. Corri Ernesto corri dove c’è un sorriso scappa più deciso da un mondo incerto tu che sei esperto.
Dai Ernesto corri senza fretta scappa dalle idee imperfette verso profondi pensieri oggi come ieri.
Lotta Ernesto lotta sotto la luna combatti con nuova fortuna in ogni notte coraggiosa per vincere ogni cosa. Lotta Ernesto lotta per i nostri figli combatti perché gli assomigli il futuro che costruisci «libertà vieni… gioisci».
Dai Ernesto lotta più in fretta combatti per restare in vetta nei miei pensieri oggi come ieri.
I modi di dire sentono l’influenza del momento, sono lo specchio di ciò che ci gira intorno. Questo è tutto quello che convulsamente è venuto fuori dopo cinque giorni nel letto.
[Detto orig. “Del senno di poi son piene le fossa”]
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Avete generato il mondo, Dio, Buddha, Maometto, avete definito il Credo e le preghiere in eterno: “Ama il prossimo tuo”, “Non ammazzar” ... e battiti il petto confessa a noi i peccati o finirai all’inferno.
Dal vostro Campidoglio, quindi su tutta la Terra, da sempre con orrore e con le armi in pugno, create alleanze, ostilità, crisi mondiale e Guerra come Nazista, Fratello, Marines, Camerata o Compagno.
Non dimentichiamo Hiroshima, le camere a gas, i genocidi, i desaparecidos, il Ku Klux Klan, i Gulag, l’Ariana razza, le foibe, il Kuwait, le Twin Towers e ogni strage di Stato o gli eccidi tutti folli e ignobili come la vostra mente pazza.
Vi ritornino in mente di continuo come le vostre prediche e le vostre umanitarie Missioni, le alzate alte come il calice con l’ostia o con la spada, in nome delle Guerre Sante, Crociate o antiche Inquisizioni.
Non serve parlare d’altro tanto non si otterrà mai niente ci sarà sempre il fesso e per lui lo scaltro, chi vince e chi è perdente.
Ci costringete da sempre a non reagire, a restare inermi. Però ci fate nascere, ci mandate a scuole senza vera cultura, senza insegnarci i Valori, l’Etica, l’Amicizia o il Sesso, anzi ci dite “Fermi! Niente aborti, ci serve questa nuova vita futura”.
Rivedete ora cos’è l’Essere umano e la sua morte atroce, in nome della giustizia lo uccidete con Rogo, Fucilazione, Ghigliottina, Forca, Sedia Elettrica, Macete, Lapidazione o come il Cristo in Croce, mentre leggete il Corano, il Talmud o la Bibbia ogni mattina.
Pensate a quei sfortunati fanciulli di questo mondo Terzo senza un sorriso, senza cibo, acqua, medicine, istruzione o senza la gioia di uno scherzo, di un giocattolo o di una torta con le candeline.
Siamo tutti uguali: bianchi, gialli, creoli, neri, rossi, ma diventiamo sempre approfittatori, egoisti e ignoranti, scordiamo che marciremo dentro i nostri fossi tutti: preti, ricchi, politici, veline, dottori, poeti e santi.
Si nasce con il piscio addosso ci battiamo solo per il proprio ideale, ma creperemo in un fosso meno male.
Nei College e nelle Università i vostri illustri Professori insegnano: Ideologie, Democrazie, Protocollo, ma come mai, voi ottenete Titoli, Magnificenze, Onori e gli altri neanche un posto con mille carte da bollo?!
Avete inventato la scrittura, ma non scrivete dei veri sentimenti o parole per trasmettere il valore della Vita, la Gioia, l’Amore. Scrivete solo Leggi, Decreti, Codici, “I Dieci Comandamenti” per farvi rispettare e farci vivere nell’ingiustizia e nel terrore.
Nessuno di voi parla di “Mente Infinita” e di ogni “Altra dimensione” che Dio siamo noi e ogni altra extraterrestre creatura. Straparlate di peccati, di pene eterne, facendo molta attenzione a dirci di donare l’obolo per salvare l’Anima e che la Vita è solo dura.
Vi giunga sempre con viva forza questo canto di sconforto e delusione ma sappiate che continueremo a credere sempre più nell’uomo. Noi soffriamo, piangiamo, crediamo, amiamo e avremo tanta commozione della libertà, della fraternità, di ciò che è veramente: l’HOMO.
Tratto da mio libro TraTarT- Silloge del disagio della Musa, 2009 - Ed. IngEgnI